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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Martedì 24 Aprile 2012 00:00 |
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Cedimenti è un romanzo noir, con venature eco(fanta)scientifiche, scritto a quattro mani da due amiche sotto lo pseudonimo di Francesca Vesco. Qui viene narrata la storia di Martina, una 28enne milanese che eredita la villa di un lontano nonno siciliano, la cui vista sul mare è deturpata da uno dei tanti ecomostri che brutalizzano il territorio del nostro paese. Martina arriva in Sicilia per i funerali e scopre che il nonno si stava battendo per l’abbattimento dell’ecomostro e così, dopo un primo tentennamento, inizia una battaglia personale contro l’abusivismo edilizio locale. In questa impresa Martina è affiancata da Paolo, il bell’ingegnere con cui inizierà una storia d’amore, Giuliano, l’ecologista originario del luogo e, suo malgrado, Barbara, la ricercatrice genetica ed ex collega di Paolo.
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Scritto da simone olla
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Martedì 17 Aprile 2012 00:00 |
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Lo specifico del mito, afferma Michel Maffesoli, è saper cogliere la vita nella sua totalità: esso è parte dell’inconscio collettivo. Il mito è origine, è verità detta dai poeti (Gusdorf); il mito non è sorto dal popolo, ma al contrario ha creato per primo il popolo (Walter F. Otto). «Un mito creato dall’uomo, o perfino un mito autentico di cui l’uomo si impadronisca per fini strumentali, cioè per fini, in ultima analisi, utilitaristici, non può mai agire veramente, poiché non manifesta più la volontà stessa dell’Essere, ma si limita a tradurre la volontà soggettiva di chi ne fa uso.» (Alain de Benoist) Se il mito – narrazione oggettiva – si realizza in assenza di tempo, l’icona – nonostante la medesima capacità del mito di creare isterie collettive o adesioni tribali – è uno specchio del quotidiano: è qui; è ora.
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Martedì 10 Aprile 2012 00:00 |
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Questa storia parte da una provincia del centro Italia, immersa nella natura, nei campi e nelle sere senza fine, tra maneggi di cavalli, tramonti e testimoni di Geova. Tutto ha inizio dalle famiglie di questi tre adolescenti - famiglie che cadono a pezzi – e dalle loro camerette, tutte farcite di poster e computer, con in sottofondo una colonna sonora fatta di bip delle chat dei social network e di canzoni e schiamazzi da reality show.
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La stanza delle poche righe |
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Scritto da Patrizia Sergio
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Martedì 03 Aprile 2012 00:00 |
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La necessità e la vera urgenza si manifestano nel tentativo di recuperare la virtù dell’ascolto, del non lasciarsi sopraffare dal vuoto dell’ovvietà. Lo sguardo del poeta si risolve in brevi tocchi, nel momento in cui nell’impossibilità del dialogo, anche le parole rischiano di precipitare nel nulla. Così i sensi divengono l’unico ausilio sincero, inequivocabile, per afferrare ciò che è destinato a mutare.
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Scritto da Alessandra Pigliaru
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Martedì 20 Marzo 2012 00:00 |
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Il nuovo libro di Alberto Masala, volumetto bello e prezioso, è costruito intorno a quattro colloqui che si dipanano lungo vent’anni di attività artistica poetica ma soprattutto etica e politica dello scrittore. Non si tratta di semplici conversazioni, piuttosto ciò che preme segnalare è il carattere di autobiografia intellettuale che ne viene fuori, ponendo l’accento su diversi urgenti e cruciali temi della contemporaneità che Alberto attraversa con la sua personale vicenda intellettuale. Non a caso, secondo me, viene scelta la forma del colloquio per discutere sull’arte e sulla poesia, credo vi sia un intento di reciprocità e di restituzione profonda nei confronti dell’altro, per mettere a tacere l’Ego e occuparsi invece di quella trasmissione della memoria che resta materia vivida e pulsante e che va coltivata e declinata nelle forme dell’agire.
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Scritto da Patrizia Sergio
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Martedì 13 Marzo 2012 00:00 |
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Un’occasione mancata, premesse interessanti ma che nel corso della lettura del romanzo sono senza dubbio deluse. Lo sviluppo narrativo risulta lento, ripetitivo ed estremamente noioso, i dialoghi spesso non aggiungono nulla e mostrano una debolezza d’inventiva da parte del narratore. Inoltre le descrizioni sono un déjà vu del genere di fantascienza e pagina dopo pagina appaiono pressoché identiche.
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A loro il tentativo di chiudermi ametà |
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Scritto da Alessandra Pigliaru
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Mercoledì 07 Marzo 2012 00:00 |
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Forse è vero che bisogna uccidere chi più si ama per poter restare soli. Gli altri, quelli che non ami abbastanza, sono talmente lontani che potresti evitare di ucciderli. Penso questo, sdraiato sul letto con il sole che lentamente si leva. La solitudine che ricorre diverse volte nel romanzo è la descrizione puntale di vicinanze e lontananze. Mentre le distanze si stabiliscono tacitamente infatti, sono le vicinanze che vanno nominate ed è esattamente quella nominazione ad affaticare. Si fa fatica nell'affidarsi.
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Scritto da Fabrizio Gabrielli
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Lunedì 05 Marzo 2012 00:00 |
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Si chiama triscaidecafobia, parolavaligia contorta, a disfarla vi si trova la fobia e va bene, ma poi c'è triscaideca, lemma già più oscuro; tris è tre, deca è dieci, tre più dieci fa tredici, bravo, tu che leggi, se c'eri già arrivato, sette più: la triscaidecafobia è quel timore immotivato che t'assale davanti al numero tredici. Faresti meglio a non fartelo salire, ecco, quel timore, se t'appresti a spalancare le porte de Le Tredici Cose di Alessandro Turati, la nuova Iena di Neo Edizioni, fresca fresca d'uscita, fuori oggi: pènsa, stai leggendo la prima recènzia in assoluto.
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Mirador. Irène Némirovsky, mia madre |
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Scritto da Alessandra Pigliaru
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Martedì 21 Febbraio 2012 00:00 |
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Le Mirador. Mémoires rêvés fu pubblicato per la prima volta nel 1992 da Presses de la Renaissance. Da subito venne considerato con una certa attenzione dalla critica perché la biografia di Irène Némirovsky rappresenta un testo di grande valore sia letterario che simbolico. Diciannove anni dopo la sua comparsa in Francia, Mirador, curato con dedizione da Cinzia Bigliosi, viene pubblicato per Fazi, tradotto da Maurizio Ferrara e Gennaro Lauro e corredato da una prefazione e intervista di René Ceccatty.
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Martedì 14 Febbraio 2012 00:00 |
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L’Italia dei poveri di Giovanni Russo è una raccolta di articoli, inchieste, interviste e istantanee, pubblicata nel 1958 da Longanesi, nel 1982 da Marsilio e nel 2011 da Hacca, con una prefazione di Giuseppe Lupo, necessaria per comprendere sia il libro, che la decisione di ripubblicarlo.
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Scritto da Mauro Maraschi
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Martedì 07 Febbraio 2012 00:00 |
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Alzi la mano chi non ha mai avuto bisogno di un Piano B. Dall’Arca di Noè in poi, la Storia ne è piena. E nel suo piccolo ognuno di noi ha dovuto escogitare un Piano B per superare frustrazioni, amori finiti, licenziamenti e lutti. Ci sono Piani B grandiosi, che prevedono una riorganizzazione dei paradigmi interpretativi della realtà, una risemantizzazione dei cliché giornalistici o addirittura una trasvalutazione di tutti i valori. Ma a volte, più umilmente, è sufficiente la presa di coscienza che se la nostra attuale condizione lavorativo/sentimentale/sociale ci fa schifo, bene, siamo ancora in tempo per cambiarla. Perché faber est suae quisque fortunae.
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A un sogno dal mare e nell’oblio dei monti- Dialoghi con Anna Maria Ortese |
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Scritto da Marina Bisogno
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Lunedì 23 Gennaio 2012 00:00 |
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Il libro è una ricostruzione fedele degli ultimi anni di vita della scrittrice, contrassegnata da rassegnazione e, allo stesso tempo, dal desiderio di ricominciare a scrivere. Viveva a Rapallo, costretta in casa con la sorella psicotica. Il merito di Salvi è aver omaggiato una donna schiva e una narratrice sublime, capace di ascoltare la vita, raccontarla, conoscendone le luci e le ombre.
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Attorno a questo mio corpo |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 16 Gennaio 2012 00:00 |
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I corpi degli scrittori, ritratti e autoritratti: verrebbe da dire ‘immaginifica’, e non scientifica, né tanto meno, anatomica, l’idea di questo libro, che vede rispecchiata questa sua caratteristica anche nella bella copertina – che ha il pregio, sia detto, e sia ripetuto, di continuare l’ottima tradizione grafica della piccola casa editrice maceratese Hacca…
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Martedì 10 Gennaio 2012 00:00 |
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Questa raccolta di racconti, a firma di Luigi Davì, apparve per la prima volta nel 1957 per Einaudi, nella collana dei “Gettoni” diretta da Elio Vittorini. Nel 2011 Hacca Edizioni la ripropone con una prefazione di Sergio Pent e una postfazione di Giuseppe Lupo, che aiutano a contestualizzare l’importanza di questi racconti negli anni ‘50 e che ci suggeriscono perché valga la pena riscoprirli oggi.
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 02 Gennaio 2012 00:00 |
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È difficile tornare sui passi dei maestri della letteratura del passato – degli autori cosiddetti ‘canonici’ – senza fare uso di retorica, evitando di cadere nei tranelli di una critica ipertrofica, oppure uscendo dalla spirale dell’amore e dell’odio soltanto viscerali… Tutt’al più, forse, i grandi scrittori possono essere pedinati, immergendo il proprio corpo e la propria scrittura in un fatto fisico non di derivazione, di approssimazione cauta, eppure costante – anzi, pedinarli sembra essere un buon compromesso, ed è quanto ha deciso di fare Renzo Paris con “La banda Apollinaire” (Hacca, 2011).
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Martedì 27 Dicembre 2011 00:00 |
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Un po’ più lontano di Massimo Cassani narra del vissuto solitario e frustrato di un traduttore di testi tecnici di edilizia, che di secondo mestiere (segretamente) fa il pedinatore e il postino per il SISMI. Un uomo che rimarrà senza nome fino alla fine del libro, un introverso amante delle solitudine, che in queste pagine confessa la sua storia, in prima persona e senza vergogna.
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Lunedì 19 Dicembre 2011 00:00 |
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Diviso in Purgatorio, Inferno e Paradiso, nella prima parte del libro troviamo Gabriele, un regista impegnato a girare un film ispirato al cannibale di Rotenburg e che cerca di creare un prodotto vendibile senza pregiudicarne lo spessore artistico; nella vita privata invece, vive l’amore e la vita insieme alla moglie con apparente normalità. Il Purgatorio risulta essere una lunga e immobile introduzione all’evolversi della trama, dove tutto viene suggerito e niente sembra dover accadere.
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Scritto da Mauro Maraschi
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Lunedì 12 Dicembre 2011 00:00 |
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Al secondo romanzo dopo Tasca di pietra (Zandegù, 2007) Matteo De Simone si conferma un narratore puro, di quelli che asserviscono la cifra stilistica al meccanismo diegetico. Con un lessico misurato e un ritmo sostenuto, Denti guasti (Hacca, 2011) racconta ben tre discese all’inferno: da una parte quella di Roman e Silviu, clandestini moldavi di 19 e 15 anni costretti a prostituirsi dal bulgaro Ivan; dall’altra quella della diciottenne Giulia (che con Roman ha un’improbabile relazione), orfana di padre, figlia dell’alcolizzata Silvana e aspirante cantante.
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Scritto da Marina Bisogno
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Lunedì 05 Dicembre 2011 00:00 |
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Dammi un bacio di Mauro Gasparini (Le Bolleblu edizioni) è una raccolta di vita, di esperienze diverse, spesso lontane dall’immaginario comune. L’amore è solo uno degli aspetti della narrazione, fa da specchio ai personaggi e li guida alla scoperta di sé. Bambini, uomini, donne, persino anziani: non esiste una maniera univoca per declinare l’amore, che vive anche di gelosie, idealizzazioni e fraintendimenti.
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Tecniche di basso livello |
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Lunedì 28 Novembre 2011 00:00 |
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Tecniche di basso livello è un libro composto da micro capitoli numerati, paragrafi disordinati, azioni statiche, che compongono incompiutamente un’immagine superiore, uno scenario globale cui il lettore accede progressivamente. Come gocce pregne di colori e informazioni, i paragrafi cadono su una tela bianca globale e piano piano la colorano definendola.
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Scritto da Mauro Maraschi
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Lunedì 07 Novembre 2011 00:00 |
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A un mese dalla rottura con la fidanzata (beccata in flagrante con un venditore di aspirapolveri) e a un giorno dai trent’anni, Marcello Zanzini viene licenziato dalla BigBiz, il cui amministratore delegato Luis Castor (all’anagrafe Luigino Castorino) ostenta un’urticante itanglish. Svanita l’illusione di una carriera miliardaria, Zan (come lo chiamano gli amici) si ritrova a svendere su eBay le icone di un status sociale appena conquistato e già sfumato. Non gli rimane che iniziare a fumare e abbandonarsi alle attenzioni erotiche di Federica, di lui segretamente innamorata. È guadando una fontana in cerca di refrigerio, spinto da un luglio incandescente, che Zan attira l’attenzione di un barbone.
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Buenos Aires troppo tardi |
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Scritto da Simone Belfiori
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Lunedì 31 Ottobre 2011 00:00 |
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Che non ci fosse solo l'Argentina del tango e di tutto ciò che di esotico ci ammalia mediaticamente da decenni lo sapevo già, per fortuna. Però c'è anche quella, come mi ha ricordato Paolo Maccioni durante la presentazione del suo “Buenos Aires troppo tardi”. Perché esiste sicuramente una bella Argentina, la cui capitale ne è paradigma, fatta di musica e passione, non solo quella della carne e non solo per modo di dire. La passione nei luoghi e nella storia, nelle sue vie e nelle sue mura.
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Scritto da Mauro Maraschi
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Lunedì 24 Ottobre 2011 00:00 |
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Ci sono diversi modi di discendere agli inferi. Enzo, il protagonista di Keep yourself alive (Lupo, 2009), lo fa senza autocommiserazione, adottando un punto di vista quasi neutrale, postumo, che trasforma il piano personale in parabola universale. Enzo non è eroe né anti-eroe, ma solo uno dei tanti predestinati alla maledizione, con l’attenuante che non fa di questa coscienza un vezzo.
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Storie di extracomunitaria follia |
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Scritto da Mauro Maraschi
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Mercoledì 05 Ottobre 2011 00:00 |
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L’autri ce dispone di un lessico vasto, usato con disinvoltura ma mai ostentato. La sua ossessione per le parole è dichiarata fin dal primo racconto, Sperequazione, nel quale Arnav, settenne di Delhi, rifiuta l’inglese, impostogli come alternativa all’hindi, e si ostina ad esplorare l’italiano, convinto che sia l’unica “lingua sincera”.
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Scritto da Mauro Maraschi
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Martedì 27 Settembre 2011 00:00 |
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Il leitmotiv di Piccolo testamento è l’elaborazione di un lutto, un tema difficile da trattare senza tendere al patetismo. Piccolo testamento è “la storia di un’amicizia più grande della morte”. Il lutto, però, lascia presto spazio a qualcosa di più annichilente, la coscienza della vacuità del tutto, inaccettabile per l’ateo dell’ultimo secolo. Ad esso si somma il disagio, a tratti snobistico, dell’uomo di pensiero.
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Le acrobazie mentali di Ivan Mostarda |
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Scritto da Beatrice Pesente
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Martedì 20 Settembre 2011 00:00 |
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Ferrara è la città natale dell'autore, e in effetti in questa storia c'è molto spirito emiliano. Come ci sono anche influenze altrettanto forti di luoghi e Paesi dove sicuramente Lorenzo Mazzoni è stato, ha vissuto, dove ha immagazzinato immagini, profumi e colori, che ha poi riversato in questo volume. La storia, in breve, è quella di Ivan Mostarda, che va a Parigi con uno strumento musicale da lui inventato (il Pentolofono), alla ricerca di un misterioso suonatore di cucchiai di cui ha sentito parlare e col quale vorrebbe fare un duetto. Lì si innamora della bella Josephine, con cui vorrà passare il resto della propria vita.
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Sono un ragazzo fortunato |
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Scritto da Beatrice Pesente
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Lunedì 08 Agosto 2011 00:00 |
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Ho appena finito di leggere questo libricino giallo e nero dalla copertina ruvida. Ho subito combattuto contro la curiosità di andare in rete a cercare informazioni sull'autore, o stralci di altre cose che ha scritto, per evitare di farmi condizionare e per arrivare alla lettura, diciamo, “candidamente”. Ne sono stata attratta innanzitutto perché è una raccolta di racconti e, come dice sempre una persona a me molto cara, i racconti in Italia non sono merce spendibile al pari dei romanzi e non diventano best seller. Sono i figli piccoli che spesso usano i vestiti smessi dei grandi, e per questo mi fanno simpatia.
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Scritto da Marina Bisogno
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Lunedì 25 Luglio 2011 00:00 |
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Ci sono libri che si ricordano per la musicalità delle parole, per le impressioni di luce e di colori; altri invece per la storia particolare, unica, ed altri ancora per la caratterizzazione dei personaggi, così ben delineati, che alla fine vorresti parlarci. “Quello che veramente ami” di Riccardo Arena (Flaccovio editore) si rammenta per tutti questi motivi.
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Les nouveaux anarchistes. Atti intollerabili di disperazione a Bologna |
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Scritto da Carlo Palizzi
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Lunedì 11 Luglio 2011 00:00 |
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Andranno in carcere, Gian e Renzo, per aver amato la stessa donna, l'anarco-insurrezionalista Rita Zamboni; in carcere, caro Gian, dove la pittura è finalmente evasione decorativa e tu, chissà, potrai sentirti quasi un pittore; in carcere, caro Renzo, dove la tua ricerca sul fanciullino di Pascoli smetterà per sempre di essere la tua vita.
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 27 Giugno 2011 00:00 |
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Risolvere positivamente la crisi, senza per questo distogliere lo sguardo dal negativo – è quanto riesce a Matteo Marchesini nella plaquette Sala d'aspetto (Valigie Rosse, Premio Ciampi Poesia 2010, postfazione di Paolo Maccari), nella quale il fatto che l'autore viva “in tempi di proroga" (negando vigenza sia alla “crisi” in quanto tale che alla sua figurazione opposta, comunemente apocalittica) non esclude che questo possa significare anche attesa (come suggerito dal titolo-cliché) e, nell'attesa, transizione e cambiamento.
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Prosperità senza crescita |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 20 Giugno 2011 00:00 |
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Con Prosperità senza crescita di Tim Jackson, Edizioni Ambiente aggiunge un altro importante volume alla già corposa biblioteca di testi ecologisti che la giovane casa editrice milanese può offrire, indirizzandosi, così, non soltanto verso chi si interessa al recente sviluppo della green economy, ma anche – come in questo caso – verso chi intende approcciare in modo consapevole e aggiornato temi economici e ideologici di portata più ampia.
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Scritto da Patrizia Sergio
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Lunedì 13 Giugno 2011 00:00 |
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Dunque nulla di nuovo ad una prima lettura di questo romanzo imperniato su tematiche postmoderne: il supermercato, in primis, inteso come microcosmo che racchiude tutte le nevrosi dell’uomo moderno, costrutto della spersonalizzazione di cui è vittima la società dei consumi; poi è la volta della provincia e delle sue caricature sociali; il protagonista, giovane disadattato che ripiega su un lavoro qualunque, uno tra i più anonimi, il commesso di un supermercato, semplicemente per tirare su qualche euro che gli permetta di arrivare a fine mese e di guadagnarsi una minima indipendenza dai propri genitori.
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Vivere non conviene. Esistere non basta |
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Scritto da Patrizia Sergio
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Lunedì 06 Giugno 2011 00:00 |
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Il testamento d’amore, di un amore travagliato, corrotto, che si infrange contro i limiti della realtà. Le due protagoniste si confessano senza alcun compromesso mediante una corrispondenza epistolare che cattura il lettore in un vortice di emozioni e riflessioni a favore di una meditazione intorno alla natura di questo sentimento dai volti mutevoli. Non importa se l’amore in questione riguardi due donne ma la portata devastante che lo caratterizza pagina dopo pagina. Due voci e inevitabilmente due facce della stessa medaglia che fanno i conti in primis con se stesse.
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Lunedì 30 Maggio 2011 00:00 |
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È la storia dell’enorme e devastante complesso di Edipo del protagonista, il poeta romano Luca Saraceni (vistoso alter ego dello stesso Paris), e delle relazioni sentimentali con le tre donne della sua vita, i cui nomi dividono il romanzo in tre ipotetici atti: l’entusiasmo dei vent’anni, la costruzione della famiglia, il tempo delle riflessioni.
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Un viaggio con Francis Bacon |
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Scritto da Patrizia Sergio
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Lunedì 23 Maggio 2011 00:00 |
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La narrazione è impressionistica, spazia e comunica con il cinema e la musica, e l’autore, quasi si avvalesse di una macchina da presa, realizza un cortometraggio in prosa. Egli dà voce al dolore muto dell’artista, disserta intorno all’opera d’arte ed evita con estrema padronanza la mera celebrazione fine a se stessa.
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Nel grande show della democrazia |
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Scritto da Grigi Bolero
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Lunedì 16 Maggio 2011 00:00 |
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Il romanzo di Marco Bosonetto è diviso in due parti, che corrispondono a due giorni di settembre, il tre e il quattro settembre. Un elenco dei personaggi principali, in apertura, annuncia al lettore che Nel grande show della democrazia il ministro unico della Repubblica Italiana diviene tale dopo un Campionato nazionale di televoto, che esiste un Dipartimento Pace Sociale settore Vagabondaggio e Alcolismo, che la Campagna per lo Sradicamento dell'Adolescenza Prolungata è una politica di governo che non scandalizza più nessuno, che il ministro unico in carica è un ex imitatore televisivo, che il calcio è ancora lo sport nazionale più seguito e diffuso.
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NYX - racconti della notte |
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Scritto da Carlo Palizzi
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Lunedì 02 Maggio 2011 00:00 |
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NYX – racconti della notte (Arkadia editore) apre nel 2010 la collana microteca dedicata ai racconti; nel suo intento di dar voce alla notte riesce in pieno, e lo fa attraverso autori noti e meno noti, giovani e meno giovani, che – utilizzando lingue e suggestioni molto diverse – declinano la notte in termini di male, di buio, di morte, di sogno-incubo eccetera.
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 25 Aprile 2011 00:00 |
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Raccontare una storia bolognese che prescinda dalle tante, troppe, mitologie che Bologna si è cucita addosso nel corso degli ultimi decenni non sembra un’impresa facile. Oltre alla difficoltà di reperire materiali letterari non convenzionali né stereotipati, vi può essere anche un timore concreto, e assai ragionevole, di non riuscire a batter cassa…
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Buenos Aires troppo tardi |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Mercoledì 30 Marzo 2011 00:00 |
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Un romanzo dedicato a un luogo straniero che si ama (o che si odia) con intensità, a un posto e a una storia di cui si è conosciuta sulla pelle la contraddittoria complessità, nasce spesso dal rifiuto delle semplificazioni che operano in una guida turistica (pure, un genere di scrittura molto più redditizio…) e apre di necessità al viaggio, alla scoperta, alla delineazione di coordinate storiche, geografiche, letterarie, culturali sicuramente meno visibili, ma forse molto più profonde.
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Scritto da Fabrizio Gabrielli
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Martedì 15 Marzo 2011 00:00 |
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La prima volta che ho avvertito un forte senso di disagio frammisto ad eccitazione dev'esser stata quando Sergio, poi, con Sergio eravamo amichetti d'infanzia, si mise in testa di spiare le pomiciate della sorella, che si chiamava Alba ed usciva solo al tramonto, esser ragazzini e non apprezzare certe meravigliose quadrature del cerchio. Sergio parlava di sua sorella come un tredicenne può parlare d'una diciottenne prosperosa e discretamente figa, ammesso che sia concesso dedicare certi pensieri alle sorelle.
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Dimentico sempre di dare l’acqua ai sogni |
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Scritto da Patrizia Sergio
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Lunedì 07 Marzo 2011 00:00 |
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La raccolta di poesie qui proposta è la prova lampante di quanto le parole possano essere suggestive se adoperate dal talento. Il mondo che circonda l’io poetico appartiene alla quotidianità, ed è fortemente interiorizzato per conferire concretezza ad uno scenario emotivo fatto di macerie. Eppure da un animo tormentato apparentemente arido, scorgano versi vibranti.
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Scritto da Lorenzo Mari
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Martedì 15 Febbraio 2011 00:00 |
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Espunta da un’epistemologia relativista e, più in generale, da una visione del mondo a tutto tondo, la frase “la letteratura non dà risposte, deve limitarsi a fare delle domande” rischia di banalizzarsi, di ridursi a mero luogo comune, di non essere più la spia di un’autentica disposizione alla ricerca, ma, anzi, di essere soltanto il segnale di una beatitudine compiaciuta e soddisfatta di sé (che si accompagna, spesso e volentieri, a una condizione di pallida e mortificante inazione).
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Bologna in corsivo. Una città fatta a pezzi |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 07 Febbraio 2011 00:00 |
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Se ci sono “101 cose da fare a Bologna almeno una volta nella vita” – come recita il titolo di una fortunata operazione editoriale di qualche anno fa – a Bologna ci sono anche almeno 101 cose da vedere, o da “saper vedere”. Questo sembra volerci dire, in ogni suo passo, la raccolta di corsivi e di “racconti in venti righe” che Matteo Marchesini ha selezionato all’interno della sua produzione giornalistica per le pagine bolognesi del “Corriere della Sera”, nel periodo che va dal 2007 al 2010, e che ha recentemente pubblicato per la casa editrice – sempre felsinea – Pendragon.
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Scritto da Carlo Schiavo
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Lunedì 17 Gennaio 2011 00:00 |
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Il racconto si snoda leggero e fluido, usando varie modalità e tecniche del registro comico, dal surreale all’iperbolico ai tormentoni. Ma non retrocede dal trattare anche temi seri, come il razzismo verso i migranti, nel passaggio forse migliore del libro. Che per il resto, purtroppo, semina perplessità e lievi insoddisfazioni.
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Il molosso. La leggenda del cane |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 10 Gennaio 2011 00:00 |
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Nonostante lo prometta a chiare lettere il risvolto di copertina, quello che propone la neonata, e coraggiosa, collana Novevolt dell’editrice Zona, con “Il molosso” di Enzo Fileno Carabba, non è – non è soltanto – un “piccolo gioiello di stile”. Nel racconto, senz’alcuna pretesa allegorica, o definitiva, della leggenda del molosso, si uniscono, senz’alcuna ratio, spazi mitici, storici e distopici: dalla culla mitica del cane, che è poi la culla della civiltà indoeuropea, tra Iran e Afghanistan, si arriva ad un – non del tutto improbabile – esito futuro della storia italiana, tra guerre tecnologiche che premono alle porte e ritorni non meglio precisati alla pastorizia.
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Macabre danze di sagome bianche |
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Scritto da Carlo Schiavo
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Lunedì 03 Gennaio 2011 00:00 |
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C’è uno scrittore che deve scrivere un libro, ma probabilmente la sua storia vive di una vita propria. Similmente, le storie in generale esistono di per sé: per (provare a) raccontarle bisogna trovarle, ma poi possono sfuggire di mano, proseguire da sole incontrollate. (Quindi le metafore possono diventare reali, concrete.) Forse le storie sono il sogno di un personaggio fittizio che a volte si percepisce come reale e a volte no; rimanendo il dubbio sulla cifra di realtà o di finzionalità da attribuire al sogno stesso.
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 27 Dicembre 2010 00:00 |
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Vi si trovano confermate, ed espanse, le nozioni di un Sinisgalli estremamente attento allo sviluppo di tutte le arti, non solo della poesia – le frequentazioni con Lucio Fontana e Edoardo Persico si alternano agli incontri con i grandi personaggi della letteratura come Cesare Zavattini (memorabile la cronaca del “Lunedì dell’Angelo” del 1934 a Luzzara) e Alfonso Gatto (cui Sinisgalli dedica un altrettanto portentoso ritratto) – e nondimeno di un appassionato di scienza e tecnica, di un fine intenditore di urbanistica e di architettura – ne “La città nuova” del 6 ottobre 1934, si legge questa chiarissima affermazione: “Una fabbrica oggi andrebbe discussa come un libro appena stampato o per lo meno come una prima teatrale”.
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Scritto da Marco Mazzucchelli
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Lunedì 20 Dicembre 2010 00:00 |
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Abbiamo così a che fare con storie al limite, che seppur immerse nella quotidianità e nella “normalità” della vita di persone comuni, la vanno a scuotere con accadimenti forti, violenti, indigeribili, che Zardi quasi sadicamente analizza e seziona, sviscera, comprime fino a farli suppurare, lasciando niente alla sfera del non-detto.
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Teatro civile. Nei luoghi della narrazione e dell’inchiesta |
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Scritto da Lorenzo Mari
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Lunedì 13 Dicembre 2010 00:00 |
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Perché, ancora una volta, si parla di memoria? Risponde, in luogo di Biacchessi, che lo cita, Ascanio Celestini, tramite le sue note allo spettacolo “Radio Clandestina” (2000): “Tutto avviene in un periodo dove la memoria sta diventando istituzionale con prodotti commerciali come “La giornata della memoria”, “Il giorno del ricordo”. La memoria diventa quella del ministro che mette la corona di fiori, dei soldati che sfilano in una parata, delle medaglie appese alle bandiere. In realtà la memoria è un’altra cosa.
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Scritto da Fabrizio Gabrielli
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Lunedì 06 Dicembre 2010 00:00 |
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Sono tredici istantanee che a scorrerle su e giù te la levi mica dalla testa una serie di convinzioni. Tanto per cominciare, che se ti scontri con un formazione deformata, certe brutalità finisci per portartele dentro ab aeternum. Una volta impresso a fuoco, il marchio della Bestia, sei segnato, anche se non vuoi, anche se hai quella naiveté, che agl'occhi degl'altri ti fa apparire mica un mostro, piuttosto: un disgraziato, un ritardato. Un selvaggio, che parla come e con le bestie, che quando si mette carponi e digrigna i denti, le bestie lo rispettano.
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