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Siede fuori dal bar chinato sulla ravastina ai suoi piedi; e la rammenda. A trenta chilometri dal mare pagano bene per sminare: vai, balosso! Salta in aria il primo giorno e fatti coprire da una montagna di terra, tu e gli altri del primo giorno. Riempiremo le bare con le pietre. E nessuno se ne accorgerà.
Fuori dal bar, le voci riempiono la distanza: realtà e rappresentazione appartengono al discorso: ho voluto dipingere il grido, più che l'orrore – dirà Bacon. La circolarità è interrotta dalla tela sistemata sul cavalletto – risponderà Roghudi. Il balosso conta i nodi della ravastina con la zàccurala 'nte mani, attraversa il tempo soffocato dal cambriano del Sulcis che lo conserva, l'acqua piene la porosità delle ossa e solo dopo continua a salire; capita, a volte, di incontrarsi con l'acqua che scende, da qualche parte, dentro la collina dopo l'esplosione.
Jacopo ci racconta la storia del balosso, quel muso di nonno appeso in salotto che Massimo guarderà a lungo ignorandone sensazione e direzione veso la Figura: caro Cézanne, si è fatto tardi, noi dobbiamo andare. «La Figura – osserva Gilles Deleuze – non è altro che la forma sensibile riferita alla sensazione; la sensazione agisce direttamente sul sistema nervoso, che è fatto di carne. D'altra parte la forma astratta si rivolge al cervello, agisce per il tramite del cervello, più prossimo alle ossa.» Massimo pensa alle ossa del balosso suo nonno, zuppate e marcite sotto la terra esplosa; ascolta il racconto di Jacopo e saluta con un sorriso il nuovo cliente del bar: una birra, due libri, il Signor Bonaventura, leggiamo, la passione per Chopin del gerarca nazista, ancora due parole mischiate al solito grazie che suona blasfemo: Chi siamo se manchiamo di relazione?
Alfio Génitron è ancora seduto al tavolino pintato di giallo, con le spalle poggiate alla vetrata; bussano, da fuori, e Génitron si gira: entrate, dottore. Jacopo ripete per tre volte la domanda: Per chi scrivete? Il dottor Destouches, prima di sedersi, risponde senza microfono: Se mi chiedeste perché tutti gli uomini, dalla nascita fino alla morte, hanno la mania, beoni o no, di creare, di contare delle storie, capirei la domanda. E per rispondere ci vorrebbero (come per ogni vera domanda) parecchi anni. Ma Scrittore!!! biologicamente è privo di senso. È un'oscenità romantica la cui spiegazione sarà inevitabilmente superficiale. Poi si siede, il dottor Destouches, e mi racconta la storia del balosso, del cane che si nasconde e attraversa il tempo, del nonno di Massimo, morto perché pagavano bene.
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